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Perché usiamo cerchi Mach1

Non è un riferimento a catalogo fornitori, è una partnership. Nata nel 1937 nella regione di Saint-Étienne — la culla storica della bicicletta francese —, Mach1 è oggi un attore di primo piano in Francia e in Europa, presente come primo equipaggiamento su moltissime biciclette. Venti dei ventitré modelli del nostro selettore portano il loro nome: non compriamo cerchi da loro, sviluppiamo con loro.

Consigli d'officinaLettura: 5 minutiVelox — La Guerche-de-Bretagne

Un ingegnere dell'ufficio tecnico Mach1 davanti a due schermi, un foglio di calcolo e un disegno CAD, con in mano un pezzo stampato in 3D
Un cerchio non si giudica dalla fotografia: si giudica dai numeri che il costruttore accetta di pubblicare. — Foto Mach1

Assembliamo 170 000 ruote all'anno. A questo ritmo non si sceglie un fornitore su un catalogo: serve qualcuno che sappia dire, senza esitare, quanto regge il suo cerchio, su quale banco l'ha verificato e quanti ne avrà in magazzino giovedì prossimo. Un costruttore, francese, che disegna e fora i suoi cerchi da sé, e al quale si può porre una domanda di progetto senza passare da un commerciale. Non ce ne sono molti. Costruire qualcosa di solido con Mach1 era naturale.

Dal 1903 Dal 1937

Mach1 progetta e fabbrica i cerchi e i raggi; Velox li assembla, attorno a mozzi e componenti scelti, secondo il vostro capitolato e in un confronto costante — vera consulenza, non semplice raccolta d'ordini. È la competenza di Velox che nessun altro assemblatore di ruote può offrirvi!

Un costruttore, non un rivenditore

Mach1 è nata nel 1937 nella regione di Saint-Étienne, con il nome Rayons Bernard, per fabbricare raggi e nipple. Lo stabilimento francese, a Marclopt nella Loira, produce ancora — e i cerchi che usiamo riportano la dicitura « Fabriqué en France » sulla loro scheda tecnica.

Un operatore Mach1 posa un cerchio su una macchina di lavorazione, davanti a pile di cerchi grezzi
Da queste macchine escono nove milioni di cerchi all'anno. — Foto Mach1
Corsia del magazzino Mach1, due file di carrelli carichi di cerchi imballati
Il magazzino cerchi di Mach1. — Foto Mach1

La differenza rispetto a un importatore sta in una frase: quando facciamo una domanda su un cerchio — una foratura particolare, un carico, un ERD — la risposta viene da chi l'ha disegnato e da chi lo fora, non da un catalogo.

Un anno per disegnare un cerchio

Un cerchio non è un profilato piegato in tondo. La sezione, lo spessore di ogni parete, la forma del ponte, la posizione delle forature: ogni quota incide sulla rigidità, sul peso e sulla tenuta a fatica, e nessuna si decide da sola. Lo sviluppo di un nuovo modello mobilita progettazione assistita, simulazione del comportamento dei componenti, stampa 3D, prototipazione completa, prove dinamiche e progettazione degli attrezzi. Ci vuole quasi un anno.

Due ingegneri Mach1 davanti agli schermi dell'ufficio tecnico, un cerchio in mano
Lo schermo della simulazione, visto dall'altro lato: due ingegneri e il cerchio che calcolano. — Foto Mach1
Uno schermo dell'ufficio tecnico Mach1 con i risultati di una simulazione: un cerchio in sezione, colorato secondo la tensione
Iterazione 3 su una M830: la tensione massima calcolata, 155 MPa, resta sotto il limite elastico della lega. È qui che si decide un carico ammissibile. — Foto Mach1

Il banco prova, e perché conta

Un carico ammissibile ha senso solo se qualcuno l'ha misurato. Mach1 dispone di un banco proprio e vi conduce diverse famiglie di prove:

  • Flessione verticale e orizzontale, sul cerchio nudo e sulla ruota montata: è ciò che genera i carichi pubblicati nelle nostre schede.
  • Trazione e strappo al nipplo. Il punto debole di una ruota non è quasi mai il raggio: è il punto in cui tira sul cerchio.
  • Rotolamento. Decine di migliaia di giri sotto carico, perché un cerchio cede a fatica, non di colpo.
Due ingegneri Mach1 installano una ruota completa sotto una pila di masse su un banco prova Un operatore Mach1 monta una ruota con pneumatico su un banco di rotolamento
A sinistra il carico: masse impilate su una ruota completa. A destra il rotolamento, che fa girare la stessa ruota carica per decine di migliaia di giri. — Foto Mach1

Come nasce un cerchio, in otto tappe

Il procedimento è lo stesso per tutti i cerchi in alluminio per raggi a gomito. Ciò che cambia da un costruttore all'altro è la costanza con cui viene tenuto — ed è quella costanza che si ritrova, o non si ritrova, al momento di mettere in tensione.

  1. Profilato Arrivano barre di alluminio, una sezione per cerchio: forma interna, finitura e diametro finale ne dipendono.
  2. Calandratura La barra viene avvolta in due-quattro spire, con un'attrezzatura propria a ogni cerchio.
  3. Taglio Le spire vengono segate per ottenere cerchi aperti. È questo taglio a fissare il diametro finale.
  4. Giunzione Il cerchio viene chiuso a pressione, su un manicotto o su due spine secondo il modello.
  5. Foratura Fori dei raggi e foro valvola, forati automaticamente: numero, diametro e posizione secondo l'ordine.
  6. Occhiellatura Opzione: un occhiello, singolo o doppio, distribuisce lo sforzo del raggio sulla parete invece di concentrarlo sul foro.
  7. Fresatura Opzione, per il freno sul cerchio: i fianchi vengono lavorati per ottenere piste frenanti davvero piane.
  8. Marcatura e controllo Pulizia, decorazione o incisione, poi un ultimo controllo visivo, pezzo per pezzo, da parte dell'operatore.
Un operatore preleva profilati di alluminio dalla loro scatolaProfilato Un profilato di alluminio avvolto in spire all'uscita della curvatriceCalandratura Le due estremità di un cerchio avvicinate nella pressa di chiusuraGiunzione Teste di foratura che scendono su un cerchio, trucioli e lubrificanteForatura Lavorazione del fianco di un cerchio sotto un utensile da taglioFresatura Un operatore Mach1 pulisce e controlla un cerchio nero foratoMarcatura e controllo
Sei delle otto tappe, in ordine. Mancano il taglio e la decorazione — passano troppo in fretta per la fotografia. — Foto Mach1
Due operatori Mach1 controllano un cerchio nero, scheda di controllo alla mano Operatrice Mach1 con un cerchio nero finito davanti alle pile dell'officina
A sinistra il controllo, scheda alla mano. A destra un cerchio finito davanti alle pile dell'officina. — Foto Mach1
10 500 m²di cui 6 000 m² di produzione
25 000cerchi al giorno, parete singola o doppia
11 000referenze a catalogo
ISO 9001e riferimento ETRTO

Che cosa cambia per la vostra ruota

Tutto quanto precede si traduce, da noi, in quattro cose molto concrete:

  • Numeri pubblicati. Carico sull'asse e peso sistema, uso per uso. È ciò che riempie la tabella dei carichi delle nostre schede — e ciò che ci permette di rifiutare un montaggio invece di tentarlo.
  • Un ERD affidabile. Pubblicato per ogni modello e ogni diametro, quindi una lunghezza di raggio giusta al primo colpo, senza misurare il cerchio.
  • Undicimila referenze. Il diametro giusto nella foratura e nel colore giusti, anche in 16, 20 e 24 pollici — le misure che quasi nessuno tiene.
  • Un interlocutore tecnico. Per i montaggi insoliti — cargo pesante, mozzo motore, foratura asimmetrica — la domanda va all'ufficio tecnico e torna con una raccomandazione, non con un parere.

I tre cerchi restanti del nostro selettore sono Ryde, costruttore olandese, per due profili molto caricati che Mach1 non copre. Il criterio è lo stesso: montiamo solo cerchi il cui costruttore si assume i propri numeri.

I dati di fabbricazione e di prova di questa pagina provengono dalle pagine « Conception et développement » e « Savoir-faire industriel » di Mach1, ripresi e rimessi in forma con il loro accordo. I commenti d'officina sono nostri.

Un cerchio da scegliere?

Il selettore li mostra tutti, filtrabili per diametro, larghezza, frenata e uso, con i carichi e la disponibilità in diretta. Cerchio, raggi e nippli nuovi, ritorno in 48-72 ore.

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